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Artista del pennello o imprenditore portuale? O entrambi? L’intensa attività pittorica del secondogenito di Jack Clerici ‘finalmente’ raccontata nel libro ‘A modo mio’

C’era una bella fetta della ‘Genova che conta’ alla Fondazione Edoardo Garrone per assistere ad un ‘outing’ inconsueto: quello di Alfonso Clerici, ben noto alle cronache economiche per la sua poliedrica attività di imprenditore marittimo (agente marittimo, terminalista, spedizioniere con vocazione ai traffici reefer) ma un po’ meno noto, in virtù di una ferma scelta personale ever since, per la sua altrettanto intensa attività artistica di pittore e non solo. Un’attività alacre, coltivata quasi di nascosto, durate i viaggi (anche di lavoro) ma in prevalenza nel suo eremo-laboratorio di Francavilla Bisio, sulle colline del Gavi, in Basso Piemonte; quasi un paesaggio parallelo di quella campagna americana di Woodstock frequentata negli anni ’70 quando l’esperienza newyorchese permise al giovane Clerici di fare grandi incontri, accostandosi alla famosa fabbrica di talenti Silver Factory, e persino di ricevere in omaggio un’opera, autografata, del grandissimo Andy Warhol. Scritto, ma soprattutto illustrato con le immagini di tanti bei quadri, alle soglie dei suoi 60 anni (peraltro splendidamente portati), il libro, significativamente intitolato ‘A modo mio’, che in qualche maniera richiama una delle più famose canzoni di Frank Sinatra, ‘My way’ – anche se nel volume il collegamento viene fatto più volte con un altrettanto famosa canzone, ovvero quella ‘New York New York’ portata alla ribalta nell’omonimo musical da Liza Minelli negli stessi anni in cui un giovane e acerbo pittore genovese di buona famiglia sbarcava nella ‘Grande Mela’ col suo fagotto di colori, pennelli e sogni artistici - vuole essere una sorta di sdoganamento di quell’Alfonso Clerici che, per un curioso pudore (nella prefazione Titta D’Aste la definisce “incomprensibile riservatezza in ordine al proprio fare artistico”), è rimasta nota solo ai più intimi.

Si tratta infatti sostanzialmente della sola seconda volta pubblica del pittore, almeno nella sua città natale, perché si deve risalire al 1994 per la personale ‘Un patchwork nella mente’, per trovare un’altra occasione analoga. Peccato solo che il volume (sottotitolo: acquarelli di viaggio) sia stato presentato ‘in contumacia’, perché il protagonista (che ci teneva davvero, tanto da scrivere nell’invito: “Per me è una occasione importante”, per una volta vincendo la spontanea e non snobistica ritrosia a mostrare il suo lato artistico) era – per un beffardo scherzo del destino - l’illustre assente, essendo rimasto ai box a causa un implacabile febbrone da cavallo. Non ha voluto invece mancare il fratello maggiore Paolo Clerici, con cui i rapporti professionali, causa alcune divergenze strategiche, non sono mai stati idilliaci - e questo non è certo un mistero – sino a portare, una quindicina di anni fa, alla netta separazione delle attività imprenditoriali lasciate in eredità dal papà Jack.

Insieme a lui altri nomi pesanti dell’establishment genovese, marittimo e non. Circa un centinaio gli ospiti convenuti in Via San Luca, compresi molti artisti e professionisti dell’immagine, per tributare il giusto omaggio a Clerici, tra cui si possono citare, senza pretese esaustive: Giancarlo Trucco, Paolo Moretti, Gigi Gallo, Giovanni Grimaldi, Giorgio Mosci, Hans C.D. von Weissenfluh, Sandro Biasotti, Franca Fassio, Limbania Fieschi, Caterina Gualco, Alberto Terrile, Enrico Borzino, Enrico Maresca, Salvatore La Rosa, Bruno Dal Pozzo, Mauro Ghiglione, Sara Strufaldi.

E naturalmente, al tavolo dei relatori, l’Avv. D’Aste - nella sua veste di editore della casa Il Canneto – il curatore del volume Viana Conti, critico d’arte, e Paola Zanotti, che oltre ad essere moglie di Alfonso Clerici né è sempre stata la fotografa ufficiale, avendo immortalato le sue ‘gesta artistiche’ e di vita quotidiana. Il sequel della presentazione del libro è stato presso la Galleria OR di Oriana Racovaz – consorte dell’agente marittimo Guido Carbone (Medmar) - che da qualche mese ospita una personale del pittore genovese.

Angelo Scorza

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